martedì 14 agosto 2007

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENE

E' già la terza volta che scorre sul piatto.
Odio chi ascolta più di una volta la stessa canzone.

Reiterare emozioni è pressoché impossibile.

Stasera ho voglia di urlare.
Ma non ce la faccio, allora lascio che lo facciano per me.

Il giorno dell'impressione dicono.

Sentire è doloroso.

Mi sono chiuso in un mondo fatto di certezze, per poter lasciarmi alle spalle un passato di emozioni.

CHANGE

Era immaginabile...una rinascita prevede un certo dolore.

Allora basta, sopisco i miei nervi tesi con della dozzinale birra e delle sigarette da proletariato.

Ma la musica no.
Voglio il nettare.

Sta partendo "Set the control for the heart of the sun"...

Decadenza o no, il mio modo di sentire il mondo è questo.

SONMENEFREGAUNACIPPADINASCONDEREBARRAADDORMENTAREBARRANONFARVEDEREDUEPUNTI

cosa penso,
cosa sento,
cosa immagino.

Forse la loro é paura, ma ora non mi importa cosa provano gli altri.

Ciò che mi importa è provare emozioni.

A scapito, talvolta, di soffrire.

Rivedo ciò che avevo cercato a lungo, come terra bruciata.
L'aspro odore penetra nelle narici.

Non indosserò più lo stesso vestito di prima.
Non mi maschererò più da persona.

Sono un flusso di sensazioni.

Ma le inibizioni sono ormai consuetudine.

Con le vostre consuetudini, continuate pure a vivere.Io continuerò a non dare un nome alle cose.

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Ascoltando:
Pink Floyd, Ummagumma, 1969
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