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mercoledì 12 gennaio 2011

UNA CAREZZA IN UN PUGNO

Se devo pensare a una immagine forte dell’anno appena concluso, il fiero sguardo di Mario Monicelli potrebbe riassumere tutti i giorni trascorsi.
Non mi ritengo un appassionato di cinema, me ne sono sempre interessato con discontinuità e senza seguire un percorso, a differenza di altre mie passioni.
I film, per me, sono sempre stati semplicemente spesso un fatto emozionale, estetico.
Sin da piccolo, a casa mia, uno dei film più attesi era “Amici Miei”, atto primo ma anche il secondo.
Avevamo due televisori: quello “grande”, a colori, ovviamente era posizionato in sala, mentre il quattordici pollici, bianco e nero, era in cucina.
Dopo aver cenato, questo contemporaneo focolare ci riuniva, suddivisi tra un divano e due poltrone.

Io e mio fratello immersi nel fumo passivo: profumo di famiglia.

Di “Amici Miei” ho sempre apprezzato il cinismo, lo stesso cinismo che ritrovavo nei primi film di Verdone, altro regista gradito in casa.

Nei loro film si aggiravano personaggi meschini, spregevoli, cattivi.
Reali.

Si scherzava e ci si divertiva su argomenti che oggi risulterebbero oggetto di censura.
Ai tempi la forbice spostava tette, culi e volgarità in seconda serata, non all’ora di cena.
La meschinità e il cinismo sono così scomparsi dal piccolo e grande schermo.

Immagino la cattiveria, come un elemento presente in natura che ogni giorno deve riversarsi nel mondo.
Trovando uno sbarramento nei media, esonda nelle strade.
Ciechi sguardi, colmi di crudeltà gratuita.

MUOVITICRETINO!!!
GUARDAQUESTOIMBECILLECHESORPASSAMADOVECORRI!!!
QUANTOSTUPIDOE’QUESTOCHESIFERMAINROTONDA!!!

Imprecazioni, travasi di bile per qualunque imprevisto nel loro cieco percorso.
Malvagità senza nessun fine.
Nei film di Monicelli la cattiveria era un mezzo per divertire, avere privilegi, un satirico pretesto, mai un fine.

Quanto era innocuo Haber che tentava di distruggere la tomba di sua moglie Adelina, dopo che Adolfo Celi si era finto un ex amante.

Ci doveva volere bene Monicelli: immortalandola nei film, stava togliendo cattiveria alla nostra quotidianità.
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Ascoltando:
Adriano Celentano, Le Origini di Adriano vol 2, 1999

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